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Il motore a scoppio
La pirateria è davvero uno dei grandi mali dei nostri tempi. Filosoficamente, si potrebbe perfino affermare che nella pirateria si rispecchia la banalità del male: comportamenti profondamente ingiusti, che recano danni profondi, e tuttavia sono commessi quotidianamente e con estrema leggerezza, da una miriade, una legione di utenti indifferenti. Spregiudicati fruitori di beni immeritati copiano quotidianamente software, brani musicali, giochi per playstation e per pc: e il danno maggiore lo incassano noti enti benefici, quali la SIAE, la Microsoft, le industrie dell'intrattenimento. Ora, io vorrei dire una cosa: non amo la pirateria. Non copio brani musicali, ma acquisto i cd (peraltro tengo troppo alla qualità del suono per lanciarmi in simili imprese); non copio software, ma utilizzo programmi open source; e se proprio mi serve un programma a pagamento, ne acquisto la licenza. Ieri, ho acquistato per 20 sterline inglesi un programma che raccomando a tutti i webmaster, Total Validator, che potete trovare a questo indirizzo. Acquisto anche i DVD, però confesso un mio peccato veniale: ho scaricato alcuni file MPG con le puntate del Dr House che ancora non sono state trasmesse in Italia, in lingua originale: non riuscivo ad attendere la fine dell'estate per vedere cosa sarebbe stato del buon dottore e dei suoi guai giudiziari; epperò, quelle puntate le ho viste e cancellate, e al momento opportuno acquisterò i DVD. Insomma, non sono certo un pirata: tuttavia, se voglio acquistare un CD-ROM o un DVD-ROM su cui realizzare il backup dei miei dati, sono costretto a pagare una gabella alla SIAE che presume, anzi, no, dà per scontato che io pirateggi allegramente, che quei CD e quei DVD li usi per scopi illegali. E di conseguenza mi impone una tassa ingiusta e offensiva. Questo perché, dietro il gridare a gran voce che gli enti benefici citati incassano formidabili danni dalla pirateria, si cela l'arte tutta italiana della lamentela ad oltranza, finalizzata ad ottenere benefici. Il gran lamento porta tanti soldini alla SIAE, che è un po' una ruspa, e rastrella dove può, ma che non si sognerebbe mai di cercare di impedire il noleggio dei DVD: sappiamo che induce l'utente in tentazione, e tuttavia è anche quello un modo per raccattare soldini, e si sa, pecunia non olet. Ma è di un'altra cosa che vorrei parlare. |
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Che la pirateria informatica avvantaggi Microsoft non sono io a scoprirlo né son certo il primo a dirlo: se tanti utenti piratano i sistemi Windows e i vari Microsoft Office, contribuiscono di fatto a rendere questi prodotti e prodottacci uno standard, il che rende tanto piú facile venderli a chili alle pubbliche amministrazioni. Quanto giova alle casse della Microsoft vendere a una scuola trenta licenze per l'uso del sistema operativo e altrettante per l'uso di Office... e gli utenti piratanti sono tutti dalla parte di Windows: in fondo è tutto cosí comodo e gratuito...
Tuttavia, Microsoft si dà tutta l'aria di voler contrastare la pirateria informatica con ogni mezzo. Figuratevi dunque la mia sorpresa quando ho verificato che la pirateria è un comportamento abituale di Microsoft, attraverso il motore di ricerca MSN. Tutti conoscerete Adobe Acrobat Reader, programma gratuito che permette la lettura dei file PDF, che costituiscono uno standard di alta qualità per la diffusione di presentazioni e di documenti di testo. In questo sito trovate paradossi e materiali didattici in formato PDF, e i link per scaricare gratuitamente il lettore. I file PDF possono essere prodotti utilizzando la suite Open Office, che è un'alternativa gratuita e di alta qualità a Microsoft Office. È anche multipiattaforma, nel senso che la potete utilizzare sul vostro Linux o anche in ambiente Windows. Orbene, a dispetto della Microsoft, il formato PDF non sembra voler cedere il passo, e si mantiene come standard di elevato valore. I contenuti di un file PDF possono essere protetti da copia e modifica. Un documento creato in formato PDF e protetto da copia e modifica è presumibilmente un prodotto intellettuale di cui l'autore può voler difendere l'integrità, pur condividendolo con tutti gli utenti interessati a fruirne. Dovete dunque sapere che MSN.com, il motore di ricerca pirata di casa Microsoft, infrange le protezioni dei file PDF, copiandone i contenuti in pagine html che ritiene in cache, consentendo di fatto un'opera di pirateria intellettuale bella e buona. Non cosí gli altri motori di ricerca, come Google, o Altavista, che la proprietà intellettuale la rispettano. Un po' come se un produttore di masterizzatori vi fornisse un programmino per craccare le protezioni dei giochi e dei dvd. Sicché, mentre grida al lupo, la Microsoft se ne fotte, scusatemi il termine, del legittimo interesse del produttore di un documento o di una presentazione a difenderne la proprietà intellettuale e l'integrità. Cioè, bofonchia contro i pirati, pirateggia con disinvoltura, riprende fiato, ricomincia a gridare allo scandalo, e va all'incasso. L'integrità, parrebbe evidente, non è proprio in cima alle virtú care alla cara Microsoft. |